Zen Quotidiano – Amore e lavoro

Di Charlotte Joko Beck (1989, tr.it.1991; Ubaldini Editore, Roma)

Vorrei parlarvi di questo libro, consigliatomi dalla mia Maestra Yoga Alessandra Martin che ne legge parti durante le pratiche da lei tenute, partendo da una frase:

Più mi conosco, più semplifico la mia vita riconducendola ai suoi reali bisogni (pag. 135).

Ho scelto questo pensiero in quanto credo fermamente che si avvicini a quanto un percorso di psicoterapia così come da me inteso abbia come oggetto di lavoro e obiettivo finale.

In altri termini, se l’accesso ad un lavoro psicologico prende forma prevalentemente da un evento scatenante e/o da un malessere, la direzione del percorso è orientata alla comprensione di se stessi, quanto più possibile profonda, per poter sviscerare i propri nuclei e conoscere l’essenza di ciascun individuo.

Capirsi e conoscersi consente di dirimere dubbi, schiarire pensieri, scegliere sentendosi attivi, apprezzare la propria quotidianità valorizzando la resilienza soggettiva e rendendo grazie alle occasioni che la vita presenta.

La conoscenza di sé è un percorso assai arduo, che non esime da dolore e criticità. Fatiche e smarrimenti.

Ma offre occasioni per grandi conquiste.

Il libro di Charlotte Joko Beck racconta di come l’unione con noi stessi e con quanto ci accade nel momento presente sia la manifestazione di energia vitale più grande che possa capitare a ciascuno di noi. Il massimo del nostro potenziale.

L’autrice riflette su quanto la nostra umanità sia costellata da un’infinità di reazioni, emozioni e pensieri. Ma il segreto non è annullare tutto ciò, rendendoci assenti o passivi e pensando che l’essere “distaccati” dalla vita sia segno di superiorità d’animo.

Viceversa è la necessità di lasciarci attraversare e vivere ciò che la nostra individualità ci porta ad esperire che crea l’occasione di unirci al mondo intero, al sé e all’altro. Perché solo così possiamo creare dentro di noi l’esperienza soggettiva dell’essere nel qui e ora, sentendo la pienezza calda e tridimensionale della vita.

La presentazione in copertina riporta “Un libro straordinario per persone ordinarie, ci ricorda che pratica e illuminazione sono proprio qui, sotto il nostro naso”. Ed è proprio così.

Potrebbe apparire a tratti un poco intricato ma in realtà si tratta di un testo che offre ottimi spunti di riflessione e di crescita, sul senso dei giorni, delle aspettative e della realtà. La realtà che ci appartiene, che non è prevedibile ma vivibile e modificabile, coscientemente e con desideri di consapevolezza.

Perché la consapevolezza crea l’intenzione.

Vorrei chiudere questa sintetica sinossi con un passaggio, a mio parere molto significativo:

D (Domanda) Ho esaminato la vita dei miei genitori e il mio rapporto con loro. Per certe cose mi sono sembrati deboli e credo che questo abbia lasciato un segno su di me. La psicologia afferma che i primi cinque anni condizionano tutta la vita futura. Cosa ne pensi?

R (Risposta) C’ è una verità relativa e una verità assoluta. Dal punto di vista relativo tutti abbiamo una storia. Sono accadute determinate cose e siamo come siamo anche in dipendenza della nostra storia personale. Ma dal punto di vista assoluto, non abbiamo nessuna storia personale. La pratica zen consiste nel comprendere che preferiamo tenerci aggrappati alla nostra storia e ai motivi (pensati) del perché siamo così come siamo, invece di lavorare con la realtà di ciò che siamo. Ci sono molte psicoterapie ma, se comportano l’addossare ad altri la responsabilità del vostro malessere, sono difettose, perché tutti noi abbiamo subito molte influenze. Interamente nostra è la responsabilità di conoscere la realtà della vita, com’è qui e ora. Se continuiamo a incolpare gli altri, restiamo invischiati in questo atteggiamento (pag.109).

Esiste una verità relativa e una verità assoluta. Comprendere da dove veniamo permette di recuperare la nostra matrice, per poterci addentrare nel nostro Io e sintonizzarci su ciò che sentiamo e desideriamo. Colpevolizzare non è utile anche se talvolta ci appartiene nell’immediato, perché umano. Ma comprendere permette di relativizzare le situazioni e perdonare, quando possibile, l’altro e soprattutto anche noi stessi, arrivando a capire che, forse, in quel momento non era possibile essere o agire diversamente.

L’obiettivo di un percorso di psicoterapia è accedere alla consapevolezza per poter vivere, scegliendo, passo dopo passo.

Nell’unione con se stessi e, di riflesso, con il mondo intorno a noi.

 

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