I cambiamenti umorali fanno parte della quotidianità di ciascun essere umano.
Tuttavia possono diventare un problema e l’origine di un grave malessere, quando persistono nel tempo e si intensificano nel loro manifestarsi.
I viraggi verso il basso, comunemente definiti depressione, riguardano persistenti anormalità dell’umore e/o sentimenti di disperazione verso di sé. La persona diventa incapace di provare qualsiasi piacere, fatica a dormire e a mangiare, non prova alcun desiderio sessuale, perde gli interessi e l’energia, non riesce a concentrarsi, si sente rallentata, è inquieta e ritirata dalle relazioni sociali, prova sensi di colpa e ha pensieri di morte.
Il malessere depressivo può riflettersi anche indirettamente sul corpo, attraverso dolori e/o disturbi che non sono spiegati da nessuna patologia fisica nota e rilevabile mediante esami strumentali.
I viraggi verso l’alto, identificabili in stati di inspiegabile euforia, sono improvvisi, imprevedibili e incontrollabili. Possono manifestarsi in differenti modi e con differenti livelli di intensità (e, quindi, di gravità clinica) e possono arreccare gravi conseguenze se non controllati. Le persone si sentono estremamente forti, talvolta onnipotenti, hanno difficoltà a pensare in modo chiaro e lineare, possono essere disinibite, si sentono irrequiete e non ritengono necessario il riposo, spesso sono caotiche e impulsive.
Di frequente i soggetti che soffrono di disturbi dell’umore non diagnosticati da uno Specialista cercano di rimediare autonomamente attraverso l’uso di farmaci e/o sostanze, con ricadute negative e andando a peggiorare le condizioni psicofisiche oltre ad aumentare la spirale disfunzionale della patologia.
E’ necessario quindi che, nel momento in cui i disturbi dell’umore interferiscono negativamente con la capacità di lavorare, studiare, dormire, mangiare e godere di alcuni aspetti della vita in modo adeguato e funzionale alla cultura di appartenenza del soggetto, sia fatta una valutazione approfondita della situazione clinica per comprendere l’adeguato trattamento.
E’ possibile che la presa in carico psicoterapeutica sia sufficiente a contenere e a far gradualmente rientrare la sintomatologia.
In alcuni casi si rende invece fondamentale l’inserimento di una terapia farmacologica.